PORDENONE - Giovanissimi, reclutati dalle organizzazioni specializzate nelle truffe agli anziani ormai diventate un'emergenza sociale, e inattendibili. Perché a Pordenone non venuti per un «giro di piacere».

Il gip Piera Binotto ha convalidato l'arresto dei due fidanzatini bloccati dai carabinieri del Norm di Pordenone il 24 aprile, in via Calvi, per tentata truffa aggravata dal pericolo immaginario e dalla minorata difesa della vittima. Ha riservato a entrambi una misura cautelare, ritenendo che la vicenda pordenonese non sia stata un fatto occasionale. Swamy Gammella, 19 anni, di Salerno, difesa dall'avvocato Massimo Torre, ha lasciato la casa circondariale di Trieste ed è tornata dalla famiglia, dove resterà agli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. A Simone Santoro, 20 anni, anche lui salernitano, difeso dall'avvocato Gianserico Miniaci, è stata applicata la misura cautelare in carcere. La sua posizione è più grave. Oltre al tentativo di truffa, il sostituto procuratore Monica Carraturo gli ha contestato l'uso di un documento intestato a un'altra persona per evitare di essere identificato. Il ragazzo ha inoltre raggiunto Pordenone alla guida di una Fiat 500 X, presa a noleggio, senza aver mai conseguito la patente.