Per Belu Simion Făinaru, lo scultore che rappresenta Israele alla 61esima esposizione internazionale d’arte, la decisione della giuria della Biennale di escludere lo Stato ebraico dalla premiazione – con la Russia – è «una discriminazione razziale».
Intraprenderà azioni legali contro la Biennale?
«Ancora non so, ci sto pensando. Di certo la decisione della giuria è illegale dal mio punto di vista. È una violazione dei miei diritti umani, sanzionata dalla legge nel vostro Paese come in qualsiasi altro stato».
E per questo potrebbe fare ricorso?
«C’è una discussione in corso con la Biennale. Io spero che ci possa essere un ripensamento. La fondazione ha dichiarato più volte che tutte le nazioni riconosciute dall’Italia possono partecipare. Di conseguenza, gli artisti devono poterlo fare tutti con pari diritti».










