Sono giorni tremendi per il calcio italiano, stravolto dalla terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale e ora coinvolto in un’inchiesta penale sul sistema arbitrale. Una crisi totale, in attesa di un nuovo presidente federale e di idee per cambiare rotta, che però ha radici profonde con una trasformazione che ha snaturato lo stesso pallone. Come viene ben spiegata nel libro “Il Neocalcio. Storia, filosofia e cronaca tra stadi, finanza e social network”, scritto da Bruno Bartolozzi ed Enrico Currò per Rogas Edizioni. Per gli autori, due giornalisti sportivi che conoscono perfettamente la materia, il calcio aveva già perso nella seconda metà del secolo scorso i connotati dello sport puro. Ma è a partire dagli anni Dieci del Terzo Millennio che la metamorfosi si è completata: lo sport, nel nuovo paradigma, è diventato la sua stessa riproduzione.

Il Neocalcio ha così spazzato via le liturgie di un rito sacralizzato dalla passione popolare, sostituendolo secondo i canoni della civiltà tecnologica, dell'interconnessione globale, dell'individualismo assoluto, del capitalismo finanziario e della sorveglianza digitale. Questo libro analizza nel dettaglio storico e filosofico il processo di trasformazione e indaga sul possibile futuro della nuova entità, così pervasiva che tutti, non solo gli appassionati del pallone, saranno costretti a misurarsi con i suoi effetti. La prefazione è di Walter Casagrande, centravanti brasiliano che ha fatto sognare i tifosi di Ascoli e Toro a cavallo degli Anni 90. Quando il calcio era un’altra cosa, lontano dalla speculazione finanziaria e dall’individualismo sfrenato.