Il caso.17 giugno 2026 alle 00:31

Il pallone è sgonfio. Il viaggio nel calcio dilettantistico che rischia di fallire porta a Gairo, Perdasdefogu e Bari Sardo. Lo sport nazionalpopolare, soprattutto quello di periferia, ha perso molto del suo fascino. Le casse sono vuote e le società fanno una gran fatica a resistere. A rianimarle sono rimasti in pochi, gli stessi che stanno per sollevare bandiera bianca. Alle 18 di lunedì era convocata la riunione organizzativa della Polisportiva Gairo. Non è stato raggiunto il numero legale, tanto che l’assemblea è stata riconvocata per lunedì prossimo. Il presidente, Stefano Doneddu, ha preso atto della situazione e ha dato un ultimatum: «Al di là degli adempimenti formali, qualora la partecipazione e le disponibilità dei tesserati rimanessero quelle attuali, non vi saranno più i presupposti per proseguire l’attività. In tal caso, si attiveranno inevitabilmente le procedure per la liquidazione e la chiusura della società».

Nei giorni scorsi, la dirigenza uscente del Perdasdefogu ha lanciato un allarme analogo: «Da soli non abbiamo più le forze fisiche ed economiche per continuare nonostante i tanti bellissimi progetti futuri e se la situazione rimarrà invariata saremo costretti a malincuore a fare un passo indietro definitivo». Oggi si terra un incontro per valutare i margini di ripresa del club che nel 2029 festeggerà 60 anni di storia. Ieri riunione di appassionati anche a Bari Sardo per approfondire gli argomenti introdotti nell’assemblea di domenica scorsa, quando alcuni amici si sono ritrovati per tentare di evitare la morte del movimento sportivo.