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27 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 13:36

Senza Mondiali, non ci andremo per la volta di fila. Senza un presidente, Gabriele Gravina per fortuna si è dimesso (anche se con la scusa dell’ordinaria amministrazione continua a occupare il palazzo insieme ai suoi sgherri). Adesso persino senza arbitri, visto che il designatore Rocchi è indagato e (auto)sospeso, e la credibilità dell’intera classe arbitrale è completamente distrutta dalla nuova inchiesta della procura di Milano. A prescindere da quanto emergerà sul piano penale, siamo davvero all’anno zero del pallone italiano. Ma non tutti i mali forse vengono per nuocere.

Può essere davvero un’occasione irripetibile. Non ne capiterà un’altra del genere, o almeno si spera, visto che non vorremmo ritrovarci nella stessa situazione fra 10 o 20 anni. Lo avevamo scritto già prima dello spareggio mondiale contro la Bosnia: chi vuole bene al calcio italiano, quasi tifa contro, perché la qualificazione avrebbe solo nascosto la polvere sotto al tappeto e non sarebbe cambiato nulla. Nemmeno questa disfatta storica è bastata, col sistema che si sta già riorganizzando per eleggere un nuovo presidente (Malagò?) in grado di garantire l’ordine costituito. E allora ben venga pure lo scandalo giudiziario.