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2 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 9:35

Riforma, reset, repulisti. Sono le tre parole chiave attorno al calcio italiano dopo la clamorosa terza eliminazione consecutiva dalla fase finale dei Mondiali. Sul banco degli imputati c’è il presidente della Figc, Gabriele Gravina. Le sue parole nel dopo partita, la strenua difesa della sua posizione e lo scivolone del confronto con gli altri sport più vincenti definiti “dilettantistici“ hanno fatto scoppiare un autentico terremoto con una richiesta unanime di dimissioni. Oggi potrebbe essere già il giorno del passo indietro, o di lato: Gravina si è barricato nella sede della Figc in via Allegri: in giornata è prevista una prima riunione con le componenti federali, in teoria in vista del consiglio federale che lo stesso Gravina ha annunciato di voler convocare per la prossima settimana. Ma la pressione politica è enorme e potrebbe portare alle dimissioni in giornata.

Gravina farà il punto con i presidenti della Lega di serie A, serie B, Lega Pro, Aic e Aiac. A loro – secondo quanto trapelato da più parti – dovrebbe annunciare la sua decisione di dimettersi. A quel punto, invece del consiglio federale verrà convocata una nuova assemblea elettiva che entro tre mesi dovrà scegliere il nuovo presidente della Figc. Le candidature dovranno presentate entro 40 giorni dalle elezioni. Il nome più in voga al momento è quello di Giovanni Malagò, rimasto senza incarico dopo l’addio al Coni e la fine delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Il governo aveva pensato a lui per il ministero del Turismo, dopo un altro addio travagliato, quello di Daniela Santanché.