Non è solo questione di prezzi dell’energia e della benzina che schizzano verso l’alto con numerose conseguenze sul caro vita. Nelle prossime settimane il conflitto in Medioriente, innescato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, potrebbe avere ricadute anche sulla nostra sanità. Ad esempio, facendo aumentare le liste d’attesa e i costi di una risonanza magnetica ma anche quelli di qualunque altro esame che richieda l’uso di microchip, ovvero di un computer: dunque una lunga lista di prestazioni, che va da una semplice ecografia a una mammografia e molto altro.

Il Qatar ferma la produzione

Questo perché l’elio, gas preziosissimo in ambito sanitario, per le sue proprietà uniche come il fatto di essere chimicamente inerte o la sua capacità di restare liquido a temperature bassissime (-269 gradi centigradi), ha subito tagli pesanti alla produzione da quando è iniziata la guerra e ha già registrato notevoli aumenti di prezzo, addirittura il doppio per il prezzo spot. Dopo gli attacchi iraniani alle sue strutture produttive, il Qatar, principale produttore al mondo di elio con 63 milioni di metri cubi, circa un terzo dei 190 estratti complessivamente, a inizio marzo, ha infatti deciso di fermarne la produzione.