Prima ancora di imparare a stare seduti, ci muovevamo in modo istintivo. Strisciavamo, gattonavamo, ruotavamo il corpo a terra usando mani e piedi senza pensarci. Con la crescita, però, quei movimenti sono stati progressivamente abbandonati, sostituiti da posture rigide, sedentarietà e gesti ripetitivi.
L’Animal Flow nasce proprio da questa osservazione. L’idea di fondo è che il corpo umano funzioni meglio quando recupera schemi di movimento primitivi. Non si tratta di imitare esteticamente gli animali, ma di riprendere la logica con cui si muovono: stabilità, coordinazione, capacità di adattamento e forza distribuita sull’intero corpo.
Che cos’è l’Animal Flow
L’Animal Flow è un metodo di allenamento a corpo libero ideato da Mike Fitch negli Stati Uniti circa quindici anni fa. Si basa su movimenti eseguiti prevalentemente a terra e in quadrupedia, in appoggio su mani e piedi. Il corpo lavora come un’unità unica, senza isolamento muscolare, attraverso catene cinetiche complete.
“Animal Flow non significa muoversi come gli animali. È un sistema di training pensato per sviluppare al massimo le prestazioni dell’animale umano, portando il corpo a esprimere al meglio le sue capacità di movimento”, chiarisce Gabriele Montingelli, trainer Level 2 e Regional leader per l’Italia del metodo Animal Flow.








