Arriva a Roma l'ultimo capitolo della trilogia dedicata all'artista americano Robert Mapplethorpe: dopo Venezia ('Le forme del classico') e Milano ('Le forme del desiderio'), il Museo dell'Ara Pacis della Capitale ospita dal 29 maggio al 4 ottobre la retrospettiva 'Robert Mapplethorpe.
Le forme della bellezza'.
Con le sue fotografie più iconiche, potenti e audaci la mostra, curata da Denis Curti e organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, esplora il concetto di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale, focalizzandosi sugli aspetti più intensi della sua produzione.
Robert Mapplethorpe, maestro indiscusso della fotografia del XX secolo, celebra la classicità, ritraendo corpi maschili e femminili in una perfezione senza tempo. L'artista non scatta foto ma scolpisce lo spazio attraverso l'obiettivo della sua Hasselblad, conferendo a ogni opera un'aura di assoluta classicità, con visione geometrica e ricerca della perfezione.
"Mapplethorpe ha saputo reinterpretare l'estetica classica, trasponendo la perfezione della scultura in immagini contemporanee - spiega il curatore Denis Curti - Il risultato è un ponte tra passato e presente, dove sensualità, luce e composizione si fondono per creare opere uniche". La mostra, che si distingue per una serie di contenuti inediti e una selezione dedicata ad alcune immagini scattate in Italia ed esposta ora per la prima volta., si concentra sulla ricerca della forma pura, dove il corpo umano, i volti e le nature morte vengono trattati con la stessa maniacale attenzione alla luce e alle geometrie. Un'intera sezione è dedicata ai lavori sperimentali - collage e ready-made degli anni '60 - che incarnano l'esplorazione dell'identità artistica di Robert Mapplethorpe.








