Tra le fiere d’arte moderna e contemporanea più antiche d’Europa, Art Brussels, fondata nel 1968, ha celebrato in questi giorni la 42ª edizione (23-26 aprile). Per anni la fiera ha potuto contare su un collezionismo molto solido, di lunghissima tradizione. Ma oggi siamo di fronte ad un ricambio generazionale per cui la vecchia guardia del collezionismo sta gradualmente scomparendo e non è sicuro ci siano nuovi collezionisti a rimpiazzarli.
“L’incertezza internazionale ha un effetto sul mercato dell’arte” ha dichiarato la direttrice della fiera Nele Verhaeren, che dirige anche la fiera sorella Art Antwerp a dicembre. “Negli ultimi anni la contrazione si è sentita, e anche i costi per le gallerie sono aumentati, per cui ci pensano due volte prima di partecipare ad una fiera. I collezionisti di un tempo erano molto dedicati, per cui era normale che acquistassero più opere di uno stesso artista e viaggiassero per andare a vedere le sue mostre. Oggi le nuove generazioni affrontano l’acquisto d’arte come se fosse un qualsiasi bene di lusso, per cui comprano un’opera come comprano una borsa o un’auto o un viaggio. Le fiere e le gallerie devono sforzarsi di attrarre questo pubblico, che è molto segmentato, creando esperienze ed eventi, come cene, dj set, street food all’aperto. Non basta più rivolgersi ad un piccolo gruppo di collezionisti dedicati, ma bisogna attrarre un pubblico molto più ampio”.







