Ogni barile che non può lasciare il Paese attraverso i normali canali di esportazione deve andare da qualche parte: in un serbatoio, su una nave, in un sito di stoccaggio improvvisato oppure rimanere sottoterra. Come affermato da Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa presso Chatham House, un think tank londinese apartitico, sicuramente l'Iran spera di evitare il rischio di dover chiudere i rubinetti e aggravare le perdite di entrate. "I carichi di greggio e condensati iraniani hanno registrato una media di 2,1 milioni di barili al giorno tra il 1° e il 13 aprile - ha detto - Dall'introduzione del blocco sono stati osservati solo cinque carichi, facendo scendere la media a 567.000 barili al giorno tra il 14 e il 23 aprile. A febbraio, prima della guerra, l'Iran esportava in media 2 milioni di barili al giorno".
Wjs, Iran sommerso dal petrolio invenduto. Teheran sfrutta serbatoi abbandonati per lo stoccaggio
L'Iran è sommerso da così tanto petrolio invenduto "che sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccare il proprio petrolio...






