Stefano Denicolai insegna all’Università di Pavia. È lui che ha curato il report dell’ateneo che racconta l’uso dell’IA nelle aziende italiane. «Siamo partiti dall’idea che l’IA non è una tecnologia. Ma una famiglia di tecnologie. Ed è talmente ampia che va raccontata nei dettagli». Generale, generativa, agentica. Qualunque sia l’uso però, va misurato.
Professore, partiamo dai meriti. Cosa ha portato l’IA che prima non c’era?
«Un crollo del digital divide. Tutte le tecnologie finora avevano un tempo di adozione. Più o meno rapido, ma ce l’avevano. L’IA agentica e generativa hanno cancellato questo tempo. L’intelligenza artificiale la usa mia madre per fare le ricette e l’azienda nei suoi processi quotidiani. Quell’88% di adozione che raccontiamo nel report indica una cosa sola: oggi la usano tutti. E non abbiamo dovuto aspettare decenni, ma pochi anni».
Ma non è (tutta) colpa dell’algoritmo
29 Aprile 2026







