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1 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 11:35
Qual è l’uso reale dell’intelligenza artificiale da parte degli italiani? Insomma, cosa chiedete a ChatGPT, Gemini e così via? E, soprattutto, si sta creando un nuovo digital divide con l’avvento dell’IA? Se lo sono chiesto i ricercatori e le ricercatrici della community online Rita – Risorse per la lingua italiana. Sono circa 150, arrivano dall’università Bocconi e dalla Fondazione Bruno Kessler, altri vivono in giro per l’Europa, dall’Olanda alla Germania fino al Portogallo.
Lavorano tutti con i modelli linguistici e sono sempre a caccia di proposte. Così è nato l’ultimo fronte sull’uso dell’intelligenza artificiale: come la usano gli italiani? Un semplice questionario che si può fare qui, per comprendere qual è il vero approccio ai chatbot. “Vogliamo capire, per esempio, se c’è chi ha sostituito Google Translate con ChatGPT. E ci siamo già accorti che molti chiedono itinerari di viaggio all’intelligenza artificiale affidandogli il ruolo di travel planner”, spiega Giuseppe Attanasio, postdoc presso l’Instituto de Telecomunicações di Lisbona e membro della community Rita.








