Ma chi è che vuole fare le scarpe a Marotta?

«Eh, questo non lo deve chiedere a me».E a chi sennò?

«Senta: le faccio solo notare le analogie col mio caso. Marotta è uno che sa costruire le squadre, conosce a memoria il calcio, è uno che sa dirigere, viene osannato. In questo calcio mediocre, distrutto nel 2006, i presidenti e i dirigenti capaci si contano sulle dita di una mano, le cito De Laurentiis e Percassi. E poi mi scusi: che interesse avrei, io, a difendere l’Inter?».Vent’anni fa Luciano Moggi è stato estromesso dal calcio. Alla vigilia dei Mondiali, poi vinti dall’Italia in finale contro la Francia, “Calciopoli” ha travolto uno dei dirigenti più vincenti della storia. Juventus in serie B, penalizzazioni in serie A per Fiorentina, Lazio e Milan. Moggi radiato, ombre e polemiche che non finiranno mai.Cos’ha pensato quando ha letto dell’inchiesta su Rocchi?

«Che siamo alla riedizione di Calciopoli, c’è qualcuno che vuole mettersi in evidenza indagando sul calcio. Da Calciopoli non è uscito niente: c’è stato un pm, Narducci, che ha detto che ho chiuso un arbitro in uno spogliatoio. Ha scambiato una battuta con un sequestro di persona: ma dai, su!»La giustizia però ha deciso diversamente.