La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, che ha curato insieme al sostituto procuratore pg Gaetano Brusa il parere positivo della Procura generale per la grazia a Nicole Minetti, dice la sua. "Siamo stati diligenti, magari non perspicaci, ma abbiamo fatto tutti gli accertamenti che normalmente ci vengono delegati. Abbiamo agito sulla base di una delega classica del ministero della Giustizia che viene attivata in casi simili".
E ancora: "Se gli accertamenti che ci sono stati delegati fossero stati incompleti il Ministero avrebbe potuto chiedere un supplemento di istruttoria, ma così non è stato e il ministero ha ritenuto gli accertamenti idonei, sufficienti, per formulare il proprio parere". Dopo questo supplemento di indagini, tramite l'Interpol, la Procura generale di Milano dovrà pronunciarsi nuovamente: "Siamo sempre tenuti a un parere che potremmo modificare". Nei confronti della Minetti la grazia concessa è 'condizionata' alla non commissione di reati per un periodo di cinque anni, una sorta di 'pena sospesa' che verrebbe revocata in caso di situazioni illecite.
GRAZIA ALLA MINETTI, TOMMASO FROSINI: "ORA TOCCA AL MINISTRO ED È UN FATTO NUOVO"
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