La stretta di mano che Donald Trump ha riservato a re Carlo al suo arrivo a Washington si può definire certamente “vigorosa” e persistente. Ma il re ha tenuto testa superando la prima prova. Il secondo indizio ad indicare che durante questa visita di Stato niente può andare storto e’ il richiamo che Carlo III ha riservato a Camilla dopo che la moglie, una volta ricevuti i fiori dai due bambini che li aspettavano sotto la scaletta dell’aereo, si era forse dimenticata di aspettare che suonasse l’inno nazionale e aveva iniziato ad avviarsi verso l’auto che li aspettava poco più avanti. Una piccola sbavatura per un viaggio pieno zeppo di aspettative, come dimostrato dalla durata del primo incontro tra i due protagonisti, andato in scena alla Casa Bianca e durato una quarantina di minuti, più di quanto previsto dai programmi. Il Regno Unito guarda alla missione del re con il fiato sospeso nella speranza di poter ricucire quella famosa “special relationship” tra i paesi sulle due sponde dell’Atlantico che ultimamente sembrano essersi molto allontanati e Trump si gode la sua passione per la pomposità delle cerimonie in salsa reale. Ad addolcire l’atmosfera, poi, sono stati anche gli alveari americani che hanno attirato l’attenzione e l’interesse del re, noto estimatore della produzione naturale di miele, in un pezzo di diplomazia che faceva il paio con la spilla indossata da Camilla per l’occasione. La bandiera britannica e quella americana intrecciate insieme in un gioiello che fu donato alla regina Elisabetta II nel 1957 dall’allora sindaco di New York, durante la sua visita di Stato.
La stretta di mano "vigorosa" di Trump e la gaffe di Camilla (sgridata da Re Carlo): come sta andando la visita dei reali inglesi a Washington
Una piccola sbavatura per un viaggio pieno zeppo di aspettative











