La seconda giornata di Carlo III a Washington va letta tra le righe. Al di là delle dichiarazioni e dei rituali definiti con dovizia di particolari in una scaletta inizialmente scritta per evitare imbarazzi al sovrano e poi redatta per garantirne la sicurezza, quello che è successo veramente alla Casa Bianca, martedì, si è giocato tutto nelle sfumature. Da una parte un aspirante re, ancora “solo” presidente degli Stati Uniti, che ha cercato in tutti i modi di lasciare libera la sua esuberanza per rompere il protocollo e dall’altra un sovrano che ha dovuto usare tutta la sua esperienza per pararne i colpi.

Nel mezzo, le due signore che hanno fatto la loro parte. Camilla, nella mattinata, si è vista tagliare fuori da un momento di saluti, dopo la parata militare, da un Trump che non voleva perdere il fianco di Carlo III per continuare a vivere come un re. Lei si è fermata, ha capito l’aria e ha accettato di fare un passo indietro. Sempre nella partita delle donne, Melania ha attirato l’attenzione di chi, on line, ha catturato il momento nel quale, all’arrivo alla cena di Stato serale mano nella mano con il marito, lentamente ma inesorabilmente, ha sfilato la stretta per liberarsi dalla presa e, fingendo che fosse tutto normale, ha poi rivolto lo sguardo alle sue spalle per dire “guardiamo altrove”. Sempre tra le righe, ci sono stati i messaggi che Carlo III ha scandito durante il suo discorso al congresso, mai così gremito e unanime nel plaudire ripetutamente le parole del sovrano che ha impiegato più di trenta minuti per concluderlo, interrotto da dodici standing ovation.