Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran scoppiato nelle settimane precedenti ha imposto una revisione dei fondamentali macroeconomici su cui si reggeva il Documento di finanza pubblica 2026. Lo ha sottolineato Andrea Brandolini, a capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, nell’audizione del 28 aprile davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato. Ma lo stesso scenario emerge dai dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) e dalle rilevazioni Istat diffuse nella mattinata.
L’affondo di Meloni: “I conti migliorano, l’infrazione è colpa dello sciagurato Superbonus”
Secondo i dati Istat, a marzo della crisi energetica sui prezzi alla produzione. A marzo i prezzi dell'industria hanno registrato un aumento del 4,4 per cento su base mensile e del 4,2 per cento su base annua, dopo essere stati in territorio negativo a febbraio (-2,7 per cento). L'istituto di statistica ha precisato che «tali dinamiche sono spiegate soprattutto dai rialzi dei prezzi della componente energetica sul mercato interno, particolarmente marcati per i prodotti petroliferi raffinati». Sul mercato interno la crescita ha raggiunto il 5,9 per cento rispetto a febbraio e il 5,4 per cento su base annua, con il comparto del coke e dei prodotti petroliferi raffinati in aumento tendenziale del 45,1 per cento. Al netto dell'energia, la crescita dei prezzi è risultata molto più contenuta, con un +0,4 per cento congiunturale e un +1,5 per cento tendenziale..









