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Trionfalismo pro Pal per la cacciata di Brigata ebraica e iraniani: "Vittoria storica". La sinistra giustifica lo scempio. Gli antagonisti pronti a una nuova mobilitazione
Dallo scempio del 25 aprile alla mobilitazione per il Primo maggio. Il mondo antagonista incassa il suo tetro successo - la cacciata dello spezzone ebraico e iraniano dalla festa della Liberazione - e con le spalle coperte da una certa «sinistra diffusa», punta al prossimo appuntamento da piegare alle ragioni della lotta e della propaganda: la festa del lavoro.
Cacciare la Brigata ebraica tra gli insulti - anche antisemiti - non è stata una «reazione». «Fuori i sionisti dal corteo» era un obiettivo annunciato alla vigilia, e poi un coro che risuonava per le strade di Milano il 25 aprile, anche all'angolo tra corso Venezia e via Senato. Averli cacciati, oggi è un successo da rivendicare.






