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E oggi si temono le manifestazioni dei pro Pal contro il Padiglione di Israele definito "genocida"

La Biennale continua ad essere senza pace. Ieri è andata in scena una nuova protesta delle Pussy Riot contro la presenza di Mosca e il suo Padiglione. Le componenti del collettivo, circa 200, quasi tutte indossando passamontagna fucsia, hanno tentato di accedere a piazza san Marco, ma il corteo è stato bloccato dalla polizia. A quel punto, si sono dirette verso Ca' Giustinian, sede della Biennale. Lì hanno acceso dei fumogeni gialli e blu, i colori dell'Ucraina e due portavoce si sono dirette all'entrata della Biennale per incontrare il presidente Buttafuoco, non presente in sede. Le due, tra cui la leader del movimento Nadya Tolokonnikova, hanno comunque consegnato un documento nel quale spiegavano i motivi della protesta. Anche Lituania, Lettonia ed Estonia hanno trasformato la preview dei loro padiglioni in un gesto simbolico a sostegno dell'Ucraina. Hanno organizzato una processione collettiva all'Arsenale. La piccola marcia è stata dedicata agli operatori culturali ucraini che continuano a creare in condizioni di guerra.