Camilla Rossi Chauvenet mi attende al Relais Massimago, fra coppie che vanno nella spa con una bottiglia di vino e altre che tornano da una passeggiata. Qui a Mezzane, capitale della cosiddetta “Altra Valpolicella” sono due i corpi dediti all’ospitalità: quello centrale, il Massimago Wine Relais appunto, con sei camere, due appartamenti, e dove c’è pure un ottimo ristorante, o spazi in cui pure i visitatori occasionali indugiano a bere un bicchiere di vino ai tavoli che guardano il giardino; e poi Corte Massimago, che sta sulla curva prima di giungere alla Tenuta, con 9 suite.
Insomma, un regno di accoglienza e anche uno spasso. Per Camilla, fresca di liceo classico è stato galeotto un corso per diventare sommelier, nel 2007. Al che la conoscenza del vino le ha acceso una luce sulla proprietà di famiglia dove le viti davano uva da vendere a una Cantina cooperativa della zona. Ma nel 2012 ecco che Camilla da i via alla sua rivoluzione, iniziando a vinificare le proprie uve, dopo 8 anni di preparazione.
Il “Vino del preside” che fa rinascere un’antica tradizione calabrese
14 Aprile 2026
Nel 2014 ha già costruito un fruttaio sulla sommità della collina, secondo lo stile delle case giapponesi, dove l’interno viene arieggiato naturalmente. Ma già nel 2008 aveva immaginato il progetto delle camere per l’ospitalità che oggi le consente di vendere quasi il 20% della sua produzione di 8 etichette (per quasi 100 mila bottiglie). In attività ci sono 12 ettari di vigneto su 30 e 1.200 ulivi di cultivar grignano, favarol, frantoio, che danno un olio buonissimo.






