Chi ha letto l’articolo “Che cosa succede nel cervello quando ascoltiamo musica” pubblicato ieri qui accanto, forse si sarà incuriosito scoprendo che la nostra attività cerebrale è diversa a seconda dei generi musicali che ascoltiamo. Per esplorare le reazioni mentali a musica classica, opera lirica, jazz e composizioni dodecafoniche, mi sono divertito a interrogare l’Intelligenza Artificiale di Gemini. Ecco una sintesi del mio dialogo con questo grande modello linguistico (LLM) sviluppato da Google Deep Mind. È da prendere con cautela, ma non mancano stimoli interessanti, soprattutto se si è letto il libro di Laura Ferreri e Carlotta Lega “Cervelli in musica” (Carocci editore) recensito nell’articolo di ieri.

Gemini, come si spiega il piacere dell’ascolto musicale?

Quando ascoltiamo una canzone che ci piace, il cervello attiva il circuito della dopamina, lo stesso legato al cibo o al sesso. Il Nucleus Accumbens è il centro del piacere: le scansioni PET (tomografia a emissione di positroni) mostrano un massiccio rilascio di dopamina, specialmente durante il "picco" emotivo di un brano. Amigdala e ippocampo, gestendo le nostre reazioni emotive, spiegano il sentimento di "nostalgia" che proviamo riascoltando un pezzo musicale legato al nostro passato. Ma la musica non è solo emozione, è anche matematica e previsione. Quando la corteccia prefrontale analizza la struttura di un brano musicale, il cervello cerca costantemente di prevedere quale sarà la nota o l'accordo successivo. Se la previsione è corretta, o se viene smentita in modo piacevole (una sorpresa armonica), il cervello prova una gratificazione.