I dati diffusi da Eurostat relativamente ai conti pubblici in Europa presentano non poche novità rispetto alla “narrazione” che per diverso tempo ha tenuto banco a livello di opinione pubblica e di confronto politico. La più rilevante è che alcuni degli ex “malati” d’Europa, come il Portogallo e la Grecia (che però deve fare i conti con il debito pubblico più elevato) possono vantare una situazione di relativa tranquillità sul fronte del deficit. La seconda è che uno dei paesi big d’Europa, la Francia continua a doversi misurare con un deficit di bilancio tra i più alti nel Vecchio Continente.
La “riscossa” degli ex malati
Nel 2025 – certifica l’Ufficio statistico europeo - tutti gli Stati membri, ad eccezione di Cipro (+3,4%), Danimarca (+2,9%), Irlanda (+1,8%), Grecia (+1,7%) e Portogallo (+0,7%), hanno registrato un disavanzo. I deficit di bilancio più elevati si registrano in Romania (-7,9%), Polonia (-7,3%), Belgio (-5,2%) e Francia (-5,1%). Undici Stati membri hanno registrato disavanzi pari o superiori al 3% del Pil. Al momento sono in procedura d’infrazione, oltre all’Italia per il disavanzo del 7,4% registrato nel 2023, Austria, Belgio, Finlandia, Ungheria, Malta, Polonia, Slovacchia e Romania. Il risultato del deficit 2025, certificato da Eurostat (3,1%), colloca l’Italia a un passo dall’uscita dalla procedura di infrazione, che resta confermata per il 2027, ma con molte incognite causate dalla frenata della crescita per effetto del perdurante conflitto in Iran.















