TREVISO - Ma che brave queste trevigiane che si divertono ad affondare le supercorazzate, europee e italiane. E che balzano agli onori delle cronache sportive. Sabato il Benetton ha dato un grosso dispiacere al Leinster, 24 ore dopo la Nutribullet ha fatto altrettanto a Brescia. Partitone che hanno sollevato l'entusiasmo delle rispettive tofoserie. Le armi in comune: orgoglio, carattere, capacità di reazione, tenacia. Due imprese che hanno fatto parlare, l'ultima poi ha anche una grande valenza pratica: significa che la salvezza ora ce l'hai in mano e la puoi solo buttar via. Poi è naturale che bisogna avere anche grandi giocatori, senza di loro dove vai?
Tra questi c'è senza ombra di dubbio Alessandro Cappelletti: determinante la prontezza di Federico Pasquini a portarlo a Tvb prima che ci pensasse qualcun altro. E il "Cappe" sta ripagando con prestazioni tra le migliori della sua carriera. L'altra sera ha sfiorato la tripla doppia, e in occasione del botto dell'anno ha virato la boa dei 1000 punti: meglio di così.
Il giorno dopo come si sente, Cappelletti?
«Beh, per la verità sono un po' acciaccato, è stata una partita piena di contatti, ma direi che ne valeva la pena. Io credo che possiamo parlare di una vera e propria impresa: sapevamo quanto fosse difficile solo poter competere per 40 minuti contro una squadra esperta, che gioca assieme da tanti anni. La partenza non era stata delle migliori, ma ciò dà ancora più valore al nostro successo: ribaltare a Brescia una situazione molto difficile non è da tutti, per l'ennesima volta questo gruppo ha dimostrato, oltre che tenerci un sacco, di avere in sé qualcosa di speciale da dare ancora».






