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La risoluzione sul Dfp allargherà i margini di bilancio ma serve il sì di Bruxelles. Arriva il decreto Lavoro
La risoluzione di maggioranza sul Dfp si avvia a diventare il primo vero tassello della strategia economica con cui il governo affronta una fase internazionale segnata dall'incertezza. Nel testo, infatti, prende corpo l'ipotesi di autorizzare un eventuale scostamento di bilancio da concordare con l'Unione europea qualora il conflitto in Medioriente dovesse produrre un deterioramento critico del quadro macroeconomico. Un passaggio tutt'altro che secondario, perché chiarisce come ogni scelta straordinaria sui conti pubblici resterebbe dentro un perimetro pienamente condiviso con Bruxelles, sotto la regia del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, archiviando così le polemiche su presunte fughe in avanti o uscite unilaterali dai vincoli europei. La linea resta quella del rigore pragmatico: flessibilità sì, ma solo in presenza di shock esterni e nel quadro delle regole comuni.






