"Avevo provato a lungo a convincerlo a fare sport, ma adesso la palestra è diventata il suo unico scopo”. La preoccupazione di un papà e il parere della psicologa
di Veronica Mazza
“Giorgio, mio figlio di quasi 16 anni, è sempre stato un po’ sovrappeso e ho cercato di stimolarlo a fare sport, senza forzarlo. Ultimamente, però, la situazione è cambiata: si è invaghito di una sua compagna di classe e si è iscritto in palestra. Sono felice che voglia prendersi cura di sé, ma mi preoccupa che stia trascurando lo studio e l’alimentazione, mangiando poco e facendo di testa sua”. A scriverci è Andrea R., un papà di 47 anni che vive a Roma e lavora in un’agenzia di comunicazione. “Ho provato a proporgli di andare da un nutrizionista, ma lui si è irrigidito, dicendo che sta bene... ‘nonostante io pensi che sia grasso’. Non è così, ma mi rendo conto di avergli passato questo messaggio. Ora, non voglio imporre nulla, solo aiutarlo, ma sento che potrei sbagliare ancora e per questo vi chiedo aiuto”.
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Sport, no grazie. Finché si innamora “Giorgio è sempre stato un ragazzo tranquillo, un po’ timido, e da bambino tendeva a stare più a casa che fuori. Ho sempre cercato di stimolarlo a muoversi, a praticare sport, ma lui non ne voleva sapere. Ricordo le domeniche passate a fare passeggiate insieme, a provare a convincerlo a nuotare o a fare qualche attività all’aperto, senza risultati, e sentivo un senso di frustrazione mista a impotenza. Con il liceo e l’incontro con questa compagna di classe, qualcosa è cambiato. Improvvisamente ho visto Giorgio interessarsi allo sport, iscriversi in palestra e controllare il fisico nello specchio come non aveva mai fatto prima. So che si è invaghito di questa ragazzina e che vuole sentirsi più sicuro di sé per conquistarla. È un passo importante per la sua autostima, e all’inizio mi ha fatto piacere vedere la sua motivazione. Per la prima volta mi sembrava che avesse una vera meta, una ragione che veniva da lui stesso, e questo mi ha emozionato. Ma allo stesso tempo, ho iniziato a notare piccoli segnali che mi facevano preoccupare: i compiti rimasti indietro, il tempo passato davanti allo specchio invece che sui libri, e la sua alimentazione sempre più scarsa e scorretta per perdere peso velocemente”.






