Andranno a processo a Milano l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e la moglie Miranda Ratti per la vicenda dei 42 milioni di euro che, tra entrate e uscite in circa dieci anni, sono transitati sui loro conti correnti e che, come variazioni patrimoniali, avrebbero dovuto essere comunicate alla Gdf a seguito della condanna definitiva (ed espiata) per concorso esterno in associazione mafiosa.
Una parte di queste somme sono riconducibili a donazioni che l'ex manager di Publitalia ricevette da parte di Silvio Berlusconi per "ragioni d'affetto e d'amicizia".
E che, in seguito a verifiche, sono state calcolate in 10 milioni e 840mila euro. A decidere di rinviare a giudizio il cofondatore di Forza Italia e la moglie è stata stamane la gup Giulia Marozzi.
La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale, a cui spetterà giudicare se l'ex manager di Publitalia abbia o meno violato la legge Rognoni-La Torre, in quanto non avrebbe comunicato le variazioni patrimoniali non rispettando gli obblighi legati alla sua condanna. Lo stesso vale per la moglie nei cui confronti è, invece, ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni.
"Confidiamo di dimostrare l'assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento", hanno commentato gli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci e Tullio Padovani e Lodovica Beduschi, difensori rispettivamente di Dell'Utri e della signora Ratti.











