Non nega errori Gennaro Cassese. Lui, il colonnello tra i primi a entrare nella villetta di Garlasco il giorno in cui fu uccisa Chiara Poggi, commenta la possibile revisione del processo. A riguardo Cassese spera "si decida in fretta: fugare ogni dubbio serve per riportare serenità". Al momento l'unico condannato è Alberto Stasi, ma nell'ultimo filone delle indagini è stato indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Raggiunto da Tgcom24, Cassese si dice tranquillo, perché "noi abbiamo fatto quello che potevamo con le tecniche scientifiche del tempo. Se oggi emergeranno altri elementi utili a ricostruire quello che è accaduto, ben venga".
In ogni caso "gli errori dell’Arma ci sono stati. Non aver sequestrato la bicicletta di Alberto Stasi e non aver controllato se l’allarme fosse attivato o disattivato nell’officina degli Stasi". Tra le ipotesi valutate negli ultimi tempi, quella delle più persone sulla scena del crimine. Ipotesi anche quella che "non ho mai escluso. È un’ipotesi che abbiamo considerato: se Stasi non aveva le scarpe sporche ma sapeva descrivere il corpo di Chiara, allora poteva esserci qualcuno con lui. Però poi dalle analisi scientifiche non emerse nulla e, anche dalle indagini tradizionali, nulla ci portò a sostenere questa pista".







