Le impronte del killer di Chiara Poggi? Erano sul pigiama della vittima. "Ma non le abbiamo notate", spiega Gennaro Cassese, il colonnello dei carabinieri che condusse la prima indagine sul delitto. Dichiarazioni dirompenti, una rivelazione clamorosa.

A quasi diciotto anni dall’omicidio di Garlasco, l’ex comandante torna su quelle ore nella villetta di via Pascoli, descrivendo una scena drammatica e ammettendo un errore che potrebbe aver inciso in modo decisivo sull’inchiesta. "C’era sangue ovunque in quella casa. Si percepiva subito – spiega a Quarto Grado su Rete4 – che era stata commessa una violenza sul corpo di quella ragazza. Tutto il personale entrò con calzari e guanti, ad accezione dei primi due carabinieri".

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Poi il dettaglio rimasto nell’ombra per anni. "Non notai subito – prosegue Cassese – le impronte di polpastrelli sul pigiama della vittima. È un errore fatto dall’Arma dei carabinieri, perché quella parte di tessuto doveva essere ritagliata e repertata. Quando poi arrivò il professor Ballardini, che eseguì un primo esame necroscopico, rigirando il corpo a terra, il pigiama si intrise di sangue e le impronte si cancellarono". Un passaggio che oggi pesa come un macigno e riapre interrogativi che, in verità, non si sono mai chiusi.