“C’era sangue ovunque in quella casa. Si percepiva subito che era stata commessa una violenza sul corpo di quella ragazza. Tutto il personale entrò con calzari e guanti, ad accezione dei primi due carabinieri”. Lo racconta in un’intervista a Quarta Repubblica il colonnello dei carabinieri in congedo Gennaro Cassese che guidò le indagini della prima ora sul delitto di Garlasco. Fu tra i primi a entrare nella villetta di via Pascoli, teatro dell’efferato omicidio, e vedere il corpo senza vita di Chiara Poggi: “Non notai subito le impronte di polpastrelli sulle pigiama della vittima - ammette -. È un errore fatto dall’Arma dei carabinieri, perché quella parte di tessuto doveva essere ritagliata e repertata. Quando poi arrivò il professor Ballardini, che eseguì un primo esame necroscopico, rigirando il corpo a terra, il pigiama si intrise di sangue e le impronte si cancellarono”.