A Quarto Grado, la trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi su Rete 4, arrivano parole pesantissime sul caso di Garlasco. A parlare è Gennaro Cassese, colonnello dei carabinieri in congedo che condusse le prime fasi dell'inchiesta. E Cassese ammette che sono stati fatti errori. Uno in particolare, dall'elevatissimo peso specifico.
L’ex ufficiale ripercorre quei momenti drammatici vissuti nella villetta di via Pascoli, dove fu uccisa Chiara Poggi. "C'era sangue ovunque in quella casa. Si percepiva subito che era stata commessa una violenza sul corpo di quella ragazza - ha premesso -. Tutto il personale entrò con calzari e guanti, ad accezione dei primi due carabinieri”. Un dettaglio che apre alla riflessione più pesante: la mancata repertazione di un elemento potenzialmente decisivo.
"Non notai subito le impronte di polpastrelli sulle pigiama della vittima - ammette -. È un errore fatto dall’Arma dei carabinieri, perché quella parte di tessuto doveva essere ritagliata e repertata. Quando poi arrivò il professor Ballardini, che eseguì un primo esame necroscopico, rigirando il corpo a terra, il pigiama si intrise di sangue e le impronte si cancellarono”. Ed è qui che fu commesso l'errore più grande, probabilmente decisivo.






