Errori, buchi, omissioni. Le indagini del 20007 sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco tornano di attualità con la nuova inchiesta che vede al centro Andrea Sempio mentre Alberto Stasi resta l'unico condannato per l'omicidio. A rispondere alle domande della conduttrice Federica Panicucci e dei suoi ospiti a Mattino Cinque, su Canale 5, è Gennaro Cassese, all'epoca a capo dei carabinieri di Vigevano incaricati delle indagini. La scena che si è trovato davanti quel 13 agosto "è una scena che rimane impressa nei ricordi, perché l'ambiente è quello che forse non si percepisce in televisione, è un ambiente abbastanza piccolo, per cui già all'ingresso vieni colpito dalla quantità di sangue che troviamo sul pavimento vicino alle pareti, poi nel piccolo corridoio che porta alla famosa stanza dove c'era la tv accesa c'era un'altra gora di sangue, c'era il sangue vicino allo stipite della porta che dà alla cantina dove la ragazza verosimilmente è stata appoggiata perché ci sono i segni di striatura dei capelli. Poi questa scala piccola molto stretta, dove c'era tutto il sangue non solo sui gradini ma anche sul muro a dimostrazione che il corpo di questa ragazza è scivolato fino all'ultimo gradino": L'uomo si è detto colpito dal "vedere quel corpo, il volto completamente ricoperto di sangue".