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27 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 11:29

“Fight, fight, fight“. La stessa parola ripetuta tre volte da Donald Trump dopo che un cecchino, durante la campagna elettorale del 2024, lo colpì a un orecchio in un comizio a Butler, Pennsylvania. A distanza di quasi due anni, sabato 25 aprile il presidente degli Stati Uniti ha dovuto “lottare” contro un nuovo attentatore, ma la minaccia più grande questa volta potrebbe essere il mondo dei complotti. Dopo solo poche ore dalla sparatoria nella hall dell’hotel Hilton di Washington, dove si stava tenendo una serata di gala con i corrispondenti alla Casa Bianca, sui social è diventata virale una parola: “staged“, messa in scena. Che gli Stati Uniti siano anche la terra delle cospirazioni è cosa nota, ma se a fomentarle sono una portavoce presidenziale profetica e un segretario alla Guerra troppo sorridente, la loro diffusione si alimenta. Anche politicamente.

Candid photograph of Secretary of Defense Pete Hegseth after walking out of a press briefing by President Donald Trump at the White House, following a shooting incident during the annual White House Correspondents’ Association dinner, in Washington, D.C.