Quella alla cena dei corrispondenti all'Hotel Hilton di Washington è la terza volta che Donald Trump viene coinvolto in un attentato che ne poteva mettere a rischio la vita. Nel luglio del 2024 il tycoon venne colpito di striscio al volto da uno sparo durante un comizio per la corsa per un secondo mandato alla Casa Bianca a Butler, in Pennsylvania. L'attentatore, che aveva esploso otto colpi dal tetto di un capannone prima di essere ucciso, centrò un pompiere volontario, poi deceduto.
Spari alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, Trump in salvo: “Un uomo malato, serve pace”
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ALBERTO SIMONI
A settembre dello stesso anno, l'allora candidato repubblicano fu messo nel mirino mentre giocava a golf nel suo club di West Palm Beach: un agente del Secret Service si accorse della canna di un fucile che sbucava dalla recinzione e aprì mettendo in fuga l'uomo armato, un 58enne delle Hawaii che odiava Trump ed era un sostenitore dell'Ucraina nel conflitto contro la Russia.
In una stagione politica violenta inaugurata dall'assalto al Campidoglio del 2021 per contestare la vittoria di Joe Biden e i presunti brogli contro Trump, si inserisce anche l'assassinio di Charlie Kirk, l'attivista di destra alleato Maga del presidente ucciso nel settembre 2025 alla Utah Valley University.











