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20 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 16:27

Il 13 luglio 2024, durante un comizio elettorale a Butler, in Pennsylvania, Donald Trump viene ferito da un colpo d’arma da fuoco. L’attentato segna uno dei momenti più drammatici della recente politica Usa: un proiettile gli sfiora l’orecchio, mentre un sostenitore, Corey Comperatore, viene ucciso e l’attentatore, Thomas Crooks, viene freddato dagli agenti del Secret Service. Nelle ore successive, l’episodio genera una vasta ondata di reazioni pubbliche caratterizzate da solidarietà trasversale. Negli ultimi mesi, tuttavia, anche nella base elettorale del tycoon si sono moltiplicati coloro che pensano che si sia trattato di una messinscena.

Questa teoria, riferisce Wired, ha iniziato a diffondersi dopo che Joe Kent, ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo dimessosi dall’amministrazione Trump a causa della guerra con l’Iran, è intervenuto al programma del commentatore conservatore Tucker Carlson e ha affermato, senza addurre prove, che le indagini sulla sparatoria erano state interrotte prima del loro completamento. “Se non si vuole affrontare la questione, allora si può semplicemente tacere e dire che non si può porre quella domanda”, ha affermato Kent. “Il che, a sua volta, crea persone che spuntano dal nulla e iniziano a trarre le proprie conclusioni.”