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Il documento certifica l'incremento delle risorse per Previdenza e Sanità. La linea di Giorgetti combina il rigore con la tutela sociale, smentito il Pd
Nel bilancio pubblico del nostro Paese pensioni e sanità continuano a rappresentare i due pilastri centrali dello Stato sociale, pesando oltre il 45% dei circa 1.100 miliardi di spesa pubblica quest'anno (500 miliardi, più di due quinti del Pil). Esse sono anche le voci più impegnative da sostenere in una stagione di rigore finanziario obbligatorio. I numeri del Documento di finanza pubblica (Dfp) raccontano, però, una realtà diversa dalla narrazione delle opposizioni. Nonostante una linea di controllo dei conti che ha portato il deficit/Pil 2025 a sfiorare il 3% - mancato solo per una manciata di milioni - e che punta quest'anno al 2,9% con la conseguente uscita dalla procedura d'infrazione europea, non si registra alcun definanziamento dei capitoli fondamentali del welfare.






