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L'Italia aderisce a "Safe", massimo 15 miliardi con restituzioni in 45 anni. L'ok di Giorgetti
Nell'ultimo giorno utile l'Italia formalizza la richiesta di accesso ai prestiti europei a tassi agevolati per finanziare la spesa militare. Si tratta del fondo Safe (Security Action for Europe), il nuovo strumento varato da Bruxelles per sostenere la capacità difensiva dell'Unione. Una richiesta a cui hanno aderito molti Paesi dell'Unione: secondo la Commissione europea, sono 18 i Paesi che hanno presentato manifestazione d'interesse: tra questi Francia, Spagna, Polonia, Ungheria, Finlandia, oltre all'Italia.
La cifra che Roma intende richiedere è di circa 15 miliardi in cinque anni (ma potranno essere anche di meno) destinati ad alleggerire i futuri bilanci statali dal peso della spesa per armamenti. Il meccanismo - giudicato "molto conveniente" da Palazzo Chigi - prevede restituzioni in 45 anni con i primi 10 anni in cui non si paga nulla. Obiettivo dichiarato: finanziare i programmi di difesa già pianificati tra il 2026 e il 2030, quindi non nuove spese ma spese già programmate e presenti nei bilanci dello Stato. Un modo per alleggerire di fatto il bilancio dello Stato.






