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Giorgetti dopo le tensioni del vertice: "Credo nei miracoli". Confermati il taglio dell’Irpef con gli sgravi sulla casa e sui contratti. Risorse per aziende e sanità. Deficit sotto il 3% già nel 2025. Ma i conti restano in ordine

La manovra 2026 è improntata su due parole d’ordine: equilibrio e fiducia. Il governo punta a sostenere famiglie e imprese, senza rinunciare al percorso di rientro dei conti pubblici.

«Io ho detto che voi non credete ai miracoli, invece io ci credo ai miracoli», ha commentato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ieri prima di lasciare Washington e dopo aver partecipato in videocollegamento al vertice di maggioranza sulla tassazione di banche e assicurazioni. E il fatto che un’intesa sia stata raggiunta dopo le polemiche, neanche troppo latenti, tra Lega e Forza Italia è segno che la mano del destino è stata benevola. La linea del Documento programmatico di bilancio (Dpb), inviato ieri a Bruxelles, è prudente ma ambiziosa, come nello stile di Giorgetti, e mira a conciliare crescita e tenuta dei conti, accompagnando l’Italia fuori dalla procedura per disavanzo eccessivo e cercando di guardare al ceto medio.