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Bruxelles punta a rendere più accessibili i fondi integrativi e a rilanciare il Pepp, con l’obiettivo di tutelare il reddito futuro dei lavoratori

L’Unione Europea sta mettendo a punto un pacchetto di misure per rafforzare la previdenza complementare, con l’obiettivo di renderla più accessibile e maggiormente utilizzata all’interno dei sistemi pensionistici. Il punto di partenza è il contesto demografico europeo: l’invecchiamento della popolazione esercita una pressione crescente sui bilanci pubblici e sul sistema pensionistico obbligatorio, che potrebbe faticare a garantire rendite adeguate alle future generazioni. Per questo motivo Bruxelles considera necessario ampliare il ruolo dei fondi integrativi, così da affiancare il pilastro pubblico e consentire ai lavoratori di costruire una pensione più equilibrata.

Attualmente, la partecipazione ai sistemi complementari rimane piuttosto bassa. Solo una parte limitata dei lavoratori aderisce a fondi aziendali e una quota ancora inferiore utilizza prodotti individuali destinati alla pensione. Questa situazione rischia di tradursi in un divario significativo tra il reddito percepito durante la vita lavorativa e quello disponibile al momento del pensionamento. Il fenomeno interessa tutta la popolazione ma risulta particolarmente evidente nel caso delle donne, che spesso ricevono pensioni più basse a causa di carriere più discontinue, salari mediamente inferiori e una maggiore presenza in lavori part-time.