Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La tutela proposta da sindacati e governo non rispecchia gli interessi dei lavoratori
Temo che al tavolo di un eventuale confronto sull'idea del Tfr in busta paga sarebbero seduti solo coloro che hanno un interesse esplicito nello status quo. Sindacalisti, Stato e imprese, a diverso titolo, hanno tutte le ragioni per pensarla così, mantenendo un atteggiamento di tutela (non richiesta) nei confronti di un popolo, che se non proprio bue (come diceva lui), resta molto docile nei confronti del manovratore di turno. Mi spiego meglio. Le organizzazioni sindacali piaccia o no rappresentano sempre meno i lavoratori, in questo caso i legittimi proprietari del Tfr. Le quote più rilevanti dei loro iscritti derivano dai pensionati, che spesso si trovano soci a loro insaputa. I giovani lavoratori sono sempre meno propensi alla sindacalizzazione. In sostanza la titolarità delle organizzazioni sindacali a discutere di Tfr è bassa, come la loro rappresentatività, alla verifica della quale i sindacati si sottraggono da sempre. Hanno tutti i buoni motivi per difendere l'ipotesi di un Tfr che resti, o che vada, nei fondi pensione negoziali, dove hanno un ruolo attivo e vigile, derivando dalla contrattazione nazionale.






