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I lavoratori rischiano di restare nel menu di ogni riflessione futura sul Trattamento di fine rapporto
L'idea di restituire i soldi del Tfr ai lavoratori in busta paga, non credo che possa essere archiviata come un "dibattito estivo". Il fatto che non sia un progetto, ma solo un'idea, è legata al mio ruolo di oggi. Semplice osservatore. Ma si tratta di una cosa seria. Se poi la politica l'affronta bene, altrimenti a patirne le conseguenze saranno i lavoratori; in molti hanno ricordato in questi giorni un aforisma che si applica bene anche al nostro caso: se non sei al tavolo del negoziato, vuol dire che sei nel menu. I lavoratori rischiano di restare nel menu di ogni riflessione futura sul Trattamento di fine rapporto.
A cibarsi delle loro risorse sono un po' tutti: i Fondi pensione, le imprese, lo Stato. Mi pare che al Cnel, sull'onda della legge 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'impresa, si stia ragionando sulla definizione di un disegno di legge (il Cnel è organo costituzionale con capacità di iniziativa legislativa) sulla possibilità di dirottare una parte del Tfr in cambio di quote del capitale delle imprese, non solo nei casi di crisi aziendale. Molti opinion maker e in qualche modo la stessa legge 76 insistono sulla necessità di "obbligare" in qualche modo i lavoratori a trasferire il loro Tfr nei Fondi pensione; ma nella realtà a tutt'oggi buona parte di queste risorse sono destinate al finanziamento delle imprese.






