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Dal prossimo anno cambia la previdenza integrativa: sale a 5.300 euro il tetto dei contributi deducibili e si aggiornano le regole di recupero per chi nei primi anni non sfrutta le detrazioni
La legge di Bilancio 2026 interviene sulla previdenza complementare cambiando sia gli incentivi fiscali sia alcune regole pratiche di funzionamento dei fondi. La misura che farà più rumore tra i neoassunti riguarda il Tfr che finisce nel fondo “per inerzia”, cioè senza una scelta esplicita: dal 1° luglio 2026 non verrà più collocato automaticamente nel comparto garantito, ma sarà indirizzato verso percorsi d’investimento differenziati, costruiti soprattutto in base all’età e al tempo che manca alla pensione. In parallelo arrivano nuove modalità per incassare la prestazione finale, con tassazioni diverse a seconda della formula, e viene ribadito un punto politico-chiave: la previdenza integrativa non potrà essere usata per raggiungere gli importi soglia necessari all’uscita anticipata contributiva a 64 anni.






