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Il meccanismo di perequazione segue le fasce d’importo: pieno recupero fino a 4 volte il minimo, poi 90% e 75%. Per gli assegni pari o sotto il minimo scatta anche un aumento aggiuntivo

Dal 1° gennaio 2026 la percentuale di variazione utile al calcolo della rivalutazione delle pensioni è fissata a +1,4%, “salvo conguaglio” che verrà effettuato nell’adeguamento dell’anno successivo. La cornice normativa è indicata dall’Inps: la misura discende dal decreto interministeriale del 19 novembre 2025 e viene richiamata in una circolare dell’Istituto, che traduce il dato percentuale in una cifra chiave per tutto il sistema. Su questa base, infatti, il trattamento minimo di pensione sale a 611,85 euro. Non è un dettaglio tecnico: l’Inps ricorda che proprio questo importo viene preso a riferimento anche per individuare, nel 2026, i limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito, cioè quelle misure che si attivano o si spengono al variare delle soglie economiche.