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La proposta Durigon incontra obiezioni per i limiti connessi alla sua applicazione

L'ultima novità sulle pensioni sembra questa: me la pago io, con i miei soldi. Verrebbe da dire: che novità è? Tutti paghiamo la nostra pensione con i nostri soldi, cioè con i contributi obbligatori richiesti. Sì, ma in questo caso cioè secondo la proposta annunciata dal sottosegretario Claudio Durigon (nella foto) - non si tratta dei contributi, ma del salario. Cioè, mi pagherò la pensione con i soldi miei, accantonati per quella che qualcuno chiama liquidazione, che invece si chiama Tfr (Trattamento di fine rapporto). Questa sì che è una novità, sempre che gli annunci a mezzo stampa possano diventare norma di legge: cosa che allo stato è lecito dubitare. E in ogni caso dipenderà da come e quando. Però, se così fosse è curioso parlare di una cosa così delicata come la pensione, solo sulla base di annunci informali - non basterebbero più i contributi previdenziali: meglio rinunciare anche al salario, o almeno a quella quota (il Tfr rappresenta più o meno il 7% della retribuzione), accantonata e differita nel tempo.