Fenomeno psicologico tipico di Millennial e Gen Z, il “fencesitting” descrive chi resta sospeso tra due scelte. In un mondo di incertezze, possibilità illimitate e opinioni sempre visibili, rimandare le decisioni importanti diventa una strategia di sopravvivenza. Ma a quale costo?
di Giulia Mattioli
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C’è un fenomeno sempre più osservabile tra i giovani adulti. Viene definito fencesitting, termine inglese che, letteralmente, descrive chi sta “seduto sulla staccionata”, senza saltare né da una parte né dall’altra. In pratica, rimanendo sospeso tra due possibilità. Per molto tempo questa parola è stata usata soprattutto in ambito politico, per indicare chi evita di schierarsi, oggi però questa immagine è uscita dai confini delle ideologie ed è diventata una chiave per leggere un atteggiamento esistenziale sempre più diffuso, soprattutto tra Millennials e Gen Z.
Non si tratta semplicemente di indecisione, o insicurezza. Il fencesitting è spesso una scelta consapevole, una forma di permanenza nel dubbio che consente, almeno in apparenza, di mantenere aperte più strade pur non imboccandone nessuna. È un modo di abitare il presente senza scegliere per il domani, un atteggiamento assai diverso da quello che orientava le generazioni precedenti, fortemente proiettate verso il futuro e la conquista di tutte le sue ‘tappe’.






