Su internet si fa un gran parlare dello “Gen Z Stare”. Occhi fissi, espressione neutra, faccia impassibile. I più lo chiamano Gen Z Stare. I giornali lo analizzano, i boomer lo temono, i millennial lo parodiano. Intanto su TikTok l’hashtag macina milioni di visualizzazioni: giovani che si filmano immobili, con lo sguardo perso nel vuoto o puntato nella camera, come se non ci fosse nulla da dire – o forse troppo.
Secondo il sito specializzato Know Your Meme, il termine è stato usato per la prima volta in modo virale da Meghan Alessi, un’utente statunitense che nel luglio 2024 ha raccontato su TikTok alcune interazioni avute con lavoratori della generazione Z: “Giuro, ogni volta che parlo con qualcuno della Gen Z, loro si limitano a fissarmi, senza dire niente”. Da allora, lo “Gen Z stare” è diventato un fenomeno riconoscibile e discusso.
Alcuni utenti lo descrivono come un segnale di indifferenza; altri lo ironizzano, pubblicando tutorial su come ottenere l’espressione perfetta :sguardo fisso, sopracciglio appena sollevato, nessuna reazione apparente. Il contesto più citato è quello del negozio: clienti adulti che provano a iniziare una conversazione e ricevono in risposta un silenzioso, impenetrabile “Gen Z stare”.








