Quel like inaspettato, magari anche un po’ ossessivo sui selfie postati da un lui o da una lei, potrebbe essere una spia di infedeltà. Se poi c’è addirittura il cuoricino il sospetto si fa concreto. Mi tradisce? Se appartieni alla Gen Z (nati fra il 1995 e il 2010) non preoccuparti: non sei la sola o il solo ad andare in allerta per una manciata di like. Se invece appartieni ai Millenial (1980-1994), faresti bene a liberarti di ogni dispositivo subito. Per non andare nel panico e vivere in pace evitando spese per lo psicanalista.
A rivelare la diversa percezione sulle interazioni dei partner nel mondo digitale, a seconda delle generazioni di appartenenza, è il sondaggio di Gleeden, piattaforma di incontri ‘discreti’ pensata dalle donne per le donne, con oltre due milioni di iscritti solo in Italia. Il tema alla base della ricerca? L’infedeltà emotiva sui social, un nuovo fenomeno che trasforma il concetto classico di tradimento evidenziandone le sue trasformazioni a livello percettivo nel mondo digitale. Non solo fra uomini e donne, ma soprattutto fra generazioni. Il sondaggio, che è stato realizzato su un campione rappresentativo di 3.200 utenti italiani della piattaforma, ha portato alla luce un quadro controcorrente rispetto agli stereotipi generazionali. Non è vero che le generazioni cresciute con l’avvento del digitale vivono sportivamente la possibilità di interagire sui social con emoticon e tutto il resto. Al contrario, la Generazione Z, per esempio, mostra un approccio rigido e di vigile controllo. Occhi aperti. Ecco i dati emersi: ben il 94 per cento del campione analizzato appartenente alla Gen Z considera il sexting (invio di messaggi, testi, video e immagini esplicite) un vero tradimento, mentre solo il 75 per cento della Gen X (1965-1980) la pensa allo stesso modo. Della serie: noi che siamo nati prima e ci ricordiamo ancora le cabine a gettoni, il telefono fisso, gli inviti alle feste a voce siamo più aperti?






