Secondo l’osservatorio Generationship 2025 il 66% di chi ha tra sedici e trentacinque anni vorrebbe dei figli, ma non può permetterseli. Ecco perché il discorso sulla natalità deve andare oltre le semplificazioni
di Mattia Insolia
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C’è un aspetto della nostra vita di cui noi Millennial non parliamo mai. Non un tabù, ma qualcosa sullo sfondo. È il fare figli, o meglio: il non averne. Nella mia cerchia, quella ampia, di persone che hanno messo al mondo delle creature quasi non ce n’è; saranno tre o quattro su sessanta o settanta. Non è una scelta dichiarata o una rivendicazione, ma una sorta di sospensione.
Abbiamo tra i ventotto e i trentadue anni e, anche se l’età è la stessa che avevano i nostri genitori quando ci hanno fatti, di figli neanche parliamo. Non ne parliamo con desiderio, non ne parliamo con rifiuto. Banalmente, la faccenda non trova posto nei nostri discorsi. Ed è strano, a pensarci. Sia perché teoricamente dovremmo. Sia perché la natalità, da anni, è centrale nel discorso pubblico; dalla ministra Roccella, che continua a ribadire la nostra indolenza, a Elon Musk, che, sa Dio perché, di recente ha scritto su X che l’Italia sta morendo.






