MESTRE - Moschea in città, lo scontro sale perfino sul bus. La campagna di affissioni della Lega contro l'ipotesi di realizzare un centro di culto islamico a Mestre è stata infatti estesa anche ai pullman dell'Actv, con lo striscione pubblicitario spalmato sulle fiancate dei mezzi.
Ma la cosa non è andata giù a tutti - e i cittadini musulmani sono fruitori quotidiani dei mezzi di trasporto pubblico - con Sumiya Begum, candidata bengalese nelle file del Partito democratico per la Municipalità di Marghera, che ha preso carta e penna (più l'immancabile post su Facebook che ha scatenato il caso) per chiedere ad Actv, Avm e Vela la rimozione delle affissioni.
«Scrivo in merito al vergognoso spot elettorale che appare su alcuni autobus Actv recante la scritta "No alla Moschea" - attacca Sumiya Begum -. Si tratta d'uno slogan in contrasto con la nostra Costituzione che all'articolo 19 afferma che "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associatasi, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buoncostume" e all'articolo 20 che "il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività"».









