VENEZIA - La società del trasporto pubblico locale veneziano rimuove i manifesti della Lega dai bus. Motivo? Il Carroccio sta puntando gran parte della sua campagna elettorale sull’opposizione al un nuovo centro di preghiera che dovrebbe essere realizzato in via Giustizia a Mestre e il messaggio su quei banner (“No alla moschea”) è stato ritenuto più «religioso» che «politico». Quei settanta manifesti, però, non sono stati bocciati in partenza: erano stati affissi sui mezzi pubblici ed erano ben visibili da più di una settimana. La virata è arrivata in seguito alla protesta di Sumiya Begum, candidata bengalese nelle file del Partito democratico per la Municipalità di Marghera, che nei giorni scorsi ha scritto ad Actv, Avm e Vela per chiedere la rimozione delle affissioni. In seguito a quella segnalazione, infatti, è arrivato anche l’esposto dell’Ucoii, Unione delle comunità islamiche italiane e da qui la decisione di fare marcia indietro.
Il partito, che aveva acquistato i banner laterali per 2 settimane a partire dal 22 aprile, ha ricevuto la comunicazione ieri mattina dalla Sd Gestione Servizi (il concessionario che gestisce gli spazi pubblicitari per conto di Vela Spa) e ha già annunciato di voler presentare ricorso in tribunale. La Srl romana, su richiesta di Vela, ha proposto al partito la sostituzione dei banner con «un soggetto diverso» accollandosi eventuali costi aggiuntivi per il cambio di affissione.









